Toscano Francesco - L’ECO DEL PASSATO
L’ECO DEL PASSATO
Il seguito all’operazione di Polizia Giudiziaria “Loan Shark”
Toscano Francesco
Описание
Introduzione e ContestoLa vicenda si svolge a Palermo nell'ottobre 2026, ponendosi come il seguito ideale dell'operazione "Loan Shark". Il protagonista è il Luogotenente Roberto (Lorenzo) Ascali, un investigatore esperto con una specializzazione in psicologia, che presta servizio presso il Reparto Operativo nella caserma "Giacinto Carini". Ascali vive un momento personale delicato: la moglie Aurora è in convalescenza dopo una dura battaglia contro la leucemia, e lui stesso deve gestire il diabete mellito di tipo due.L'Inizio dell'Incubo: Il Delitto dell'AlbergheriaL'indagine scatta con il ritrovamento del cadavere di Rosario Cotugno nel quartiere dell'Albergheria, dietro la chiesa del Carmine Maggiore. Il corpo giace in posizione prona, una posa rituale che Ascali riconosce immediatamente, avendola già incontrata anni prima nel caso di Salvatore Crisà a Punta Calura. Accanto alla vittima viene rinvenuto un foglio che emana un forte odore di pecorino e reca un messaggio inquietante: "Il debito di sangue non si cancella con il tempo. La Suprema Corte ha emesso il suo verdetto: Malacarne eri e fiera famelica tornerai".I Fili del Passato e la SimbologiaL'indagine rivela che Rosario Cotugno è il fratello di Maria Rita Cotugno, madre delle bambine (Marianna e Francesca Rossi) abusate in un tragico caso di pedofilia che Ascali aveva seguito in passato. L'investigatore comprende di trovarsi di fronte a una "tragedia deterministica" legata ai fatti di sangue dell'Albergheria del 1951, quando gli abusi di Padre Vincenzo su Giuseppe Rossi (il “nonno” delle bambine) diedero inizio a un ciclo di violenza inarrestabile.L'assassino non agisce per semplici logiche mafiose, ma come esecutore di una "Suprema Corte Celeste", convinto di dover "purificare" il DNA criminale della stirpe dei Rossi-Cotugno attraverso la morte. Rosario Cotugno, inoltre, presentava una malformazione congenita (un braccio storpio), interpretata dal killer come il segno fisico di un debito karmico.Sviluppo delle Indagini e DepistaggiL'arma del delitto è un cocktail letale di arsenico e stricnina, la stessa "firma" utilizzata in precedenza da Salvino Di Cesarino ("ù siddiatu") per eliminare il boss Domenico Colucciello. Le indagini tecniche dei Carabinieri (coordinate con i colleghi D'Amico, Toscanini e Munafongino) portano al sequestro di una Fiat 500 bianca alla Zisa, contenente un'urna cineraria rubata. All'interno dell'urna, la Scientifica trova tracce di DNA appartenenti a Domenico Fici, socio in affari della vittima Colajanni e uomo d'onore affiliato al mandamento di Porta Nuova.Nel tentativo di confondere le acque, l'organizzazione orchestra un depistaggio ad Acqua dei Corsari, lasciando una seconda urna e un messaggio scritto in un italiano perfetto che punta verso ipotetici "scissionisti di Villabate". Ascali, tuttavia, intuisce che il vero obiettivo del finto messaggio è colpire il magistrato inquirente, la Dottoressa Maria Pia Macaluso.La Cattura e la Fine di BastianuIl braccio operativo dei mandanti viene identificato in Sebastiano Lo Nardo, detto Bastianu. L'uomo viene catturato dopo un rocambolesco inseguimento nel centro di Palermo; al momento dell'arresto indossa un cappellino con il logo di un toro (Goorin Bros) e possiede una chiave antica del XVII secolo con l'impugnatura a forma di grifone, ulteriori simboli legati ai riti di vendetta antica.Bastianu, durante un drammatico interrogatorio nel carcere di Pagliarelli, confessa di aver agito per conto di Salvino Di
