Harold Reginald Hallard - La Città delle Lune Sepolte
La Città delle Lune Sepolte
Dove l’oro conserva la memoria dei morti
Harold Reginald Hallard
Description
Genere principale: Giallo e Avventura.Sottogeneri: mystery d’esplorazione; avventura archeologica; romanzo della “civiltà perduta” o lost world; mystery fantastico; avventura esotica con elementi storico-archeologici e soprannaturali. L’impianto combina esplicitamente mistero, esplorazione, suspense, viaggio e scoperta.Nel Borneo del 1912, sotto una pioggia interminabile, Leone Vardelli arriva a Kuching inseguendo da dieci anni una traccia. Ex ufficiale di marina e cartografo abituato a fidarsi di ciò che può essere misurato, ha recuperato dalla dogana una cassetta appartenuta al fratello Matteo, scomparso nel 1902 durante una spedizione nell’interno del Sarawak. Fra mappe, rilievi e taccuini compare un segno enigmatico: tre cerchi concentrici attraversati da una linea, simbolo legato a un nome che nessuna carta europea registra, Namar. Quando Leone viene aggredito da uomini interessati ai documenti del fratello, interviene Sajan, uno sconosciuto silenzioso ed enigmatico. È lui a parlare di una valle oltre il grande fiume e la barriera calcarea chiamata Terra Bianca, dove sorgerebbe una città isolata, costruita intorno a un lago e custode di un metallo pallido che alla luce lunare assume riflessi azzurri. Quel materiale, secondo testimonianze, sembra conservare immagini e memorie legate a chi lo ha toccato. Quando Leone assiste a un fenomeno impossibile da liquidare come leggenda, la ricerca di Matteo diventa inevitabile. Alla spedizione si uniscono Clara Varenne, giovane archeologa francese, analitica e indipendente, il dottor Elias Falk, uomo di scienza razionale, e Teoh, taciturno macchinista cinese. Clara consulta gli archivi della missione del Sacro Cuore e ritrova versioni antiche della stessa storia: un popolo fuggito da un regno distrutto, il culto della Signora delle tre lune e una città nascosta in una valle da cui il fiume entra senza riemergere. Le fonti, incomplete e contraddittorie, non dissipano il mistero: lo rendono più inquietante. Il gruppo parte sul Merbau, una lancia a vapore, e risale il fiume verso regioni meno conosciute. La geografia ordinaria cede il posto a un territorio nel quale ogni certezza viene messa alla prova. Fuochi che si spengono appena l’imbarcazione si avvicina, segnali di pietra sulle rive, colpi trasmessi nella notte, sentieri che sembrano sottrarsi alle mappe e presenze invisibili suggeriscono che qualcuno osservi la spedizione e ne misuri ogni movimento. Dopo un grave incidente sul fiume, il viaggio prosegue a piedi nella foresta, fra fame, febbre, pareti di calcare e strumenti che sembrano smettere di comportarsi come dovrebbero. Più Leone avanza, più la ricerca personale si intreccia con un mistero vasto. Le tracce lasciate da Matteo dimostrano che il fratello si era spinto molto più lontano di quanto si fosse creduto, ma ogni prova apre domande. Clara tenta di interpretare simboli, cronache e fenomeni senza rinunciare alla logica; Falk combatte contro ciò che contraddice la scienza praticata per una vita; Sajan conosce la strada e le sue regole, ma custodisce motivazioni che gli altri non comprendono fino in fondo. Quando la spedizione raggiunge laghi nascosti, santuari dimenticati e passaggi scavati nella montagna, il confine fra archeologia, memoria e leggenda diventa sempre più sottile. Il metallo lunare non appare più soltanto come un tesoro, ma come qualcosa capace di mettere gli uomini davanti a ciò che hanno perduto, desiderato o cercato di dimenticare. Namar, intanto, cessa di esser
