Il ritorno delle cose PDF
In una società sempre più immateriale, continuiamo a scrivere sulla carta, a far suonare un Lp, a scattare una foto con la Polaroid. Non per moda, ma per il segreto piacere che danno la materia e le relazioni.Questo libro racconta la “rivincita delle cose”: il piacere di tenere in mano un libro, il graffio della puntina sull’Lp, il lampo del cubetto flash, ma senza voler contrapporre l’impero digi...

Massimo Acanfora - Il ritorno delle cose

Il ritorno delle cose

La rivincita degli oggetti nell'era del digitale. Carta, vinile, pellicola e altri piaceri analogici. Prefazione di Alessandro Robecchi

Massimo Acanfora, Angelo Miotto

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Pubblicato da
StreetLib eBooks

Lingua
italiano
Formato
epub
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Descrizione

In una società sempre più immateriale, continuiamo a scrivere sulla carta, a far suonare un Lp, a scattare una foto con la Polaroid. Non per moda, ma per il segreto piacere che danno la materia e le relazioni.Questo libro racconta la “rivincita delle cose”: il piacere di tenere in mano un libro, il graffio della puntina sull’Lp, il lampo del cubetto flash, ma senza voler contrapporre l’impero digitale alla ribellione analogica e nemmeno risvegliare nei lettori la nostalgia per i tempi andati.Piuttosto è un invito a riflettere – attraverso storie di cose e persone – sull’intelligenza degli oggetti, sul loro valore relazionale e sul significato di attività umane che non possono essere cancellate con un semplice delete. La carta e la scrittura a mano, il vinile e i suoi solchi, la pellicola stampata e tanti altri “piaceri analogici”, che oggi non sono soltanto “tornati  di moda” ma rivestono ancora un profondo senso culturale, sociale e umano. Un libro che canta gli epici duelli tra pesanti volumi e agili reader, tra Google maps e Tuttocittà, tra Polaroid e iPhone 11, tra stampante 3D e tornio. Senza fare troppo il tifo, beninteso. Alzi la mano chi non prova un po’ di disagio quando vede ragazzi (e adulti) guardare un’opera d’arte o un concerto attraverso uno schermo o non sobbalza di fronte alle manifestazionidi “analfabetismo funzionale”.Con la brillante prefazione di Alessandro Robecchi e interviste a Paolo Cognetti, Filippo Del Corno e Massimo Temporelli.”Eppure non passa. Eppure mi chiamano forte, mi reclamano, a volte, certi piaceri tattili. Certe superfici ruvide e porose dove ti sembra di sentire il rumore di una penna che scrive. Il disco che gracchia un po’, la macchina che chiede vibrando la doppietta tra prima e seconda. Quei pomeriggi di devastante adolescenza in cui dicevi al tuo amico: ‘Ok, porto i dischi’, e non ‘Ti mando un file’.Ma questo non risolve niente: bisogna sempre decidere se mi manca la carta o mi manca il me stesso sui banchi di scuola; se ho nostalgia del vinile o di me sedicenne. Questione complicata” (dalla prefazione di Alessandro Robecchi).L’illustrazione di copertina è di Ale Giorgini, www.alegiorgini.com

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