Altieri Vincenzo - Sant’Umberto impostore Diseducatore alla Pontificia Università Lateranense
Sant’Umberto impostore Diseducatore alla Pontificia Università Lateranense
Altieri Vincenzo
Descrizione
«In occasione dell’Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI, il Cortile dei Gentili vuole raccogliere e dare forma al grido spesso silenzioso e spezzato dell’uomo contemporaneo verso un Dio che per un numero crescente di persone rimane un “Dio sconosciuto”».Benedetto XVI aveva anche detto: “La falsità è il marchio del diavolo”. Epperò al Cortile di Francesco, Assisi 2012, fu invitato anche il sofo-impostore e bugiardo patologico Umberto Galimberti a cicalare su “I giovani tra fede e nichilismo con Luigi Berlinguer e Armando Matteo”. Ma avvedutosi che Galimberti è un predatore delle proprietà intellettuali altrui, quindi un pensatore inautentico, mariuolo seriale, e che L’ospite inquietante, il nichilismo e i giovani è una frode filosofica, Berlinguer e Matteo non si presentarono ad Assisi, pertanto a “dialogare” col sofo-impostore andò il Card. Ravasi, lo stesso che il giorno prima aveva detto che “il male assoluto di oggi è l’amoralità”. Poi, al Cortile di Francesco, interpellato dal moderatore sull’“amoralità di oggi”, il lestofante Galimberti sibilò la perfida accusa: “[…] ma ho qualche perplessità che la Chiesa si occupi di moralità”. Forse perché, se la Chiesa si fosse “occupata di moralità”, avrebbe allora dovuto scacciare il “male alla porta”, invece di far entrare l’impostore Galimberti al Cortile dei gentili? Difatti, la “Chiesa”, ossia cattoliche/ci “complici” del superbo e sfrontato sofo-impostore, non solo permisero al ladrone Galimberti di montare in cattedra ad Assisi nel 2012, ma nel 2013 salì pure in cattedra alla prestigiosa Pontificia Università Lateranense a cicalare: “La condizione giovanile oggi e il ruolo educativo della Chiesa Cattolica”, laddove a studentesse/denti, e al corpo docente, il sofo-truffatore fu gabellato dal Rettore per “professore illustre, lo psicologo, il sociologo illustre”, parole che i fatti bollano per falsità; e poi il dotto fra’ Pasquale, devoto di sant’Umberto impostore, propinò Galimberti come “il filosofo per antonomasia, non solo in Italia, ma anche all’estero”; altre spudorate falsità. Spacciato per un “filosofo dell’educazione”, in veste di pedagogo, il ciarlosofo propinò le usuali solfe, panzane, storielle fasulle e cervellotichesofie, accusando perfino ragazze/i presenti nell’aula Paolo VI di essere “malformati”. A luglio 2014, lessi che il sofo-impostore stava nel programma del LoppianoLab all’Ateneo Sophia, dove a ottobre andava a dialogare col preside Coda su “Agostino d’Ippona: una eredità, una risorsa”, moderatore Marco Tarquinio, dir. di Avvenire. Il “dialogo” fu promosso da Città Nuova per presentare l’audiolibro “Agostino. Le Confessioni”. E sebbene Tarquinio, Coda e Città Nuova sapessero che Galimberti è un ladrone, e ne avevano delle prove, il 03 ottobre, lo show andò comunque in scena a LoppianoLab 2014. E il dir. Tarquinio gabellò il sofo-ladrone per “un pensatore e uno psicanalista […] un opinionista, e di peso, è un polemista […] che lascia il segno […]”, ben sapendo che erano spudorate falsità. E infine, Tarquinio spacciò Galimberti per “maestro” e le ciarlosofie come “bella storia” … Sant’Umberto impostore racconta le “brutte storie” di Galimberti e di quei cattolici “complici” attivi e passivi del sofo-impostore.
