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Prefazione — Una vacanza da dimenticareC'è una vacanza, nella mia vita, che ricordo come un piccolo disastro quasi perfetto. Avevo prenotato un appartamento a Lisbona guardando tre fotografie sfocate su un sito di annunci, convinto che una settimana di sole portoghese avrebbe risolto una stanchezza che in realtà non aveva nulla a che fare con il bisogno di vacanza, e tutto a che fare con cose che ...

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il peso delle foglie

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Prefazione — Una vacanza da dimenticareC'è una vacanza, nella mia vita, che ricordo come un piccolo disastro quasi perfetto. Avevo prenotato un appartamento a Lisbona guardando tre fotografie sfocate su un sito di annunci, convinto che una settimana di sole portoghese avrebbe risolto una stanchezza che in realtà non aveva nulla a che fare con il bisogno di vacanza, e tutto a che fare con cose che avevo rimandato di affrontare troppo a lungo.Piovve per quattro giorni su sette. La valigia si ruppe all'aeroporto, una ruota che si spezzò contro il cordolo del marciapiede mentre correvo per non perdere il taxi. Mi persi due volte nel dedalo di Alfama cercando un ristorante che, una volta trovato, risultò chiuso per ferie. E la sera in cui avevo programmato la classica "cena romantica di viaggio da solo con me stesso" — un rito che mi concedo ogni tanto, più per disciplina che per reale piacere — finii invece seduto su un muretto a due passi dal fiume, ad ascoltare un pescatore suonare il fado sotto la pioggia leggera, senza capire una sola parola di quello che cantava.Non fu, in nessun senso pratico, una buona vacanza. Tornai a casa con la stessa stanchezza con cui ero partito, forse persino con una valigia in meno stato di grazia di quando ero atterrato. Eppure quella settimana da dimenticare continuò a tornarmi in mente per mesi, con un'insistenza che le vacanze davvero riuscite raramente hanno — quelle si archiviano in fretta tra le foto ben riuscite, mentre le vacanze storte restano, si incrostano, chiedono di essere raccontate.Credo sia proprio da lì che è nato questo libro: dall'osservazione che le cose imperfette, quelle che non vanno secondo i piani, spesso rivelano più di quelle levigate e riuscite. Una valigia con la ruota rotta dice più cose di una valigia nuova. Una pioggia inaspettata costringe a fermarsi in un posto che non avresti mai scelto, e a volte quel posto è esattamente dove dovevi essere. Non so se questa sia saggezza o solo il modo in cui mi consolo delle vacanze andate storte. Ma è da quella settimana bagnata e sbilenca a Lisbona che è nata l'idea di Nadia, del suo mestiere fatto di crepe da guardare invece che da nascondere, e della domanda che l'ha accompagnata per tutto il libro: cosa succede se, invece di coprire il danno, impariamo a conviverci alla luce.Questa non è la storia di quella vacanza. Ma non sarebbe mai esistita senza di essa.

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