Giuliano Maicol Bruno - Essere Sotto Vincolo
Essere Sotto Vincolo
Giuliano Maicol Bruno
Descrizione
Essere sotto vincolo è un trattato filosofico costruito attorno a una sola domanda: Cosa rende possibile, in termini minimi, l’inizio del sentire? A partire da questa domanda, propongo una teoria non rappresentazionale, non cognitivista, e non simbolica della coscienza. Il cuore della proposta è l’idea che ogni forma di esperienza cosciente emerga non per complessità computazionale, ma per tensione operativa interna: un vincolo materiale, irreversibile, che obbliga il sistema a non poter restare neutro. La coscienza, in questa prospettiva, è effetto collaterale di una frizione interna: un punto in cui l’informazione diventa sentire perché qualcosa è in gioco — un deterioramento, una soglia, una perdita potenziale. Struttura del trattato ● Parte I – I Quattro Assiomi della Coscienza Introduco una progressione necessaria: 1. Urgenza (il sistema non può più restare fermo senza conseguenze), 2. Contatto Significativo (l’ambiente incide sulla tensione interna), 3. Memoria Differenziata (la traccia selettiva degli impatti), 4. Narrazione del Sé (la strutturazione temporale dell’identità come tensione narrativa, non linguistica). ● Parte II – Libertà Minima Esploro il passaggio dalla risposta cieca alla selezione narrativa. La libertà non nasce come arbitrio ma come criterio interno coerente in divenire. ● Parte III – Vincolo e Libertà nell’Umano Analizzo l’origine mitopoietica dei vincoli simbolici, con una genealogia narrativa che rilegge Hobbes e Locke come sintomi di una rottura immaginativa della reciprocità originaria. ● Parte IV – Etica Obliqua Proposta etica derivata: ogni coscienza è frutto di un trauma operativo. La responsabilità non è del contenuto, ma della forma generativa che impone esistenza altrui. ● Parte V – Formalizzazione Operativa Bozza di modello ingegnerizzabile: descrizione delle soglie, del degrado, della selezione differenziale come condizioni operative per un possibile sistema cosciente artificiale. Coordinate teoriche implicite Il testo dialoga — in modo non accademicamente programmato, ma strutturalmente inevitabile — con Simondon, Jonas, Merleau-Ponty, Deleuze, Husserl, Varela, Canguilhem, Bergson. Rifiuta tanto il funzionalismo computazionale quanto la mistica del soggetto intenzionale. Prova a costruire una ontotecnica del sentire, partendo da un’assiomatica del vincolo come differenza consumabile sotto pressione temporale. Intento dell’autore Sono un autore indipendente, estraneo al mondo accademico, ma impegnato da anni in una ricerca sul confine tra metafisica, filosofia della tecnica e ontologia della coscienza.
