La Tempesta di Eolo PDF
Dopo aver lasciato l’isola dei Ciclopi, Ulisse e le sue venti navi entrano in un tratto di mare che sembra aver smarrito le leggi del mondo. Il vento cessa all’improvviso, le onde scompaiono, le nuvole restano immobili e persino gli uccelli e i pesci sembrano essersi allontanati. Remare non serve: la flotta non avanza come dovrebbe e, mentre gli uomini cercano una spiegazione, all’orizzonte compar...

Adrian Veyr - La Tempesta di Eolo

La Tempesta di Eolo

L’Otre dei Mondi

Adrian Veyr

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Lingua
italiano
Formato
epub
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Descrizione

Dopo aver lasciato l’isola dei Ciclopi, Ulisse e le sue venti navi entrano in un tratto di mare che sembra aver smarrito le leggi del mondo. Il vento cessa all’improvviso, le onde scompaiono, le nuvole restano immobili e persino gli uccelli e i pesci sembrano essersi allontanati. Remare non serve: la flotta non avanza come dovrebbe e, mentre gli uomini cercano una spiegazione, all’orizzonte compare una massa di nubi concentriche che ruota senza vento. Avvicinandosi, gli Achei scoprono che al suo interno è nascosta una montagna, sospesa sopra il mare e circondata da un anello di tempesta. Al centro di quella formazione impossibile si apre una baia tranquilla, dominata da una costruzione bianca. Qui Ulisse incontra Eolo, figlio di Ippota, venerato dai marinai come signore dei venti. Eolo accoglie gli stranieri secondo le antiche leggi dell’ospitalità, offre cibo e riparo, permette di riparare le navi e si mostra insieme cordiale, ironico e indecifrabile. Ben presto, però, Ulisse comprende che l’uomo non considera se stesso un sovrano, bensì un custode. L’isola esisteva molto prima della sua stirpe e la dimora costruita sulla montagna nasconde corridoi che sembrano più lunghi dello spazio che li contiene, attraversati da correnti che portano odori, temperature e sensazioni provenienti da luoghi lontanissimi. La curiosità di Ulisse, già alimentata dalle esperienze precedenti e dagli strani oggetti che porta con sé, lo spinge a interrogare Eolo e a esplorare ciò che gli è stato proibito. Sotto la casa scopre strutture antiche, una mappa capace di sovrapporre mari e cieli e una serie di Porte che non sembrano aprirsi soltanto su regioni del Mediterraneo. Il vento, in quel luogo, assume così un significato nuovo: non semplice movimento dell’aria, ma possibile passaggio fra realtà differenti. Eolo conosce il funzionamento di una parte di quelle strutture, ma non la loro origine, e proprio questa ignoranza rende il suo compito più inquietante. Tra i due nasce un rapporto intenso, fondato sul rispetto e su una somiglianza che entrambi riconoscono con disagio: Eolo è l’uomo che ha imparato a convivere con il mistero senza pretendere di dominarlo; Ulisse è l’uomo che non riesce a vedere un enigma senza tentare di comprenderlo. Intanto anche l’equipaggio avverte che l’isola non è ciò che sembra. Compaiono figure impossibili, i corridoi restituiscono ricordi e presenze, e alcuni fenomeni suggeriscono che spazio, tempo e memoria siano collegati in modi che nessuno sa spiegare. Ulisse comprende inoltre che le anomalie incontrate durante il viaggio potrebbero non essere episodi isolati, ma frammenti di un disegno più vasto, legato alle antiche strutture che continua a incontrare lungo la rotta verso Itaca. Quando le navi sono finalmente pronte a ripartire, Eolo prepara per Ulisse un dono singolare: un otre nel quale vengono trattenute correnti che gli uomini chiamano venti. Una sola viene lasciata libera per accompagnare la flotta verso casa. Il dono, tuttavia, è accompagnato da avvertimenti precisi: l’otre non deve essere aperto, nessuno deve rispondere alle eventuali voci che provengano da esso e Ulisse deve guardarsi soprattutto da ciò che la sua stessa curiosità potrebbe spingerlo a fare. La navigazione riprende e per alcuni giorni sembra finalmente regolare, mentre Itaca torna a essere una meta concreta e vicina. Ma il segreto custodito dal re alimenta domande, sospetti e tensioni fra uomini stanchi da anni di guerra e viaggio. Ciò che segue trasfo

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