Adrian Veyr - La Città dei Giganti
La Città dei Giganti
La Bocca dei Lestrigoni
Adrian Veyr
Descrição
Molti secoli prima dell’arrivo di Ulisse, una città sorta intorno a una baia circolare affronta una carestia. Nelle profondità del sottosuolo, i suoi sacerdoti-scienziati custodiscono strutture nere lasciate da una civiltà dimenticata e una sostanza capace di intervenire sulla materia vivente. Il tentativo di salvare la popolazione modifica il destino della città e dei suoi abitanti, fino a trasformare la fame da emergenza nel principio assoluto della loro esistenza. Con i secoli, restano rovine, superstizioni e un nome che incute terrore ai naviganti: Lestrigoni. Quando la flotta di Ulisse raggiunge quella costa, il re di Itaca riconosce il porto. Lo ha già visto su una tavoletta recuperata da un relitto impossibile, con un avvertimento scritto dalla sua stessa mano: non entrare. Ulisse decide di esplorare l’insenatura, lasciando parte delle navi all’esterno. Davanti agli Achei appare Telepilo, città smisurata, costruita per corpi giganteschi e sospesa sotto una luce che sembra rifiutarsi di diventare notte. Sotto le architetture rozze affiorano resti più antichi e raffinati, indizi di un passato dimenticato. Tre esploratori vengono inviati all’interno. Presso una fonte incontrano Lamia, figlia del sovrano Antifate: una Lestrigone diversa dal proprio popolo, intelligente, inquieta e attratta dai livelli proibiti della città. Lamia conosce profezie e, quando comprende chi guida gli stranieri, intuisce che l’arrivo di Ulisse ha un significato atteso da generazioni. L’accoglienza nel palazzo di Antifate rivela presto il volto terribile di Telepilo. La città diventa un territorio di caccia, il porto viene sbarrato e la flotta resta intrappolata sotto l’attacco dei giganti.Mentre le navi lottano per sopravvivere, Ulisse scopre che il pericolo non riguarda solo la ferocia dei Lestrigoni. Il porto stesso sembra reagire come un organismo, le reliquie raccolte in precedenza si attivano e qualcosa nelle profondità riconosce la sua presenza. Lamia raggiunge Ulisse e gli parla del Grembo, centro di un culto antico legato alla Fame e a un’entità venerata dal suo popolo. Le profezie chiamano Ulisse “il Portatore”, ma non concordano sul ruolo che dovrà svolgere: liberatore, vittima o strumento di qualcosa di superiore.Diviso tra la fuga e il dovere di salvare gli uomini rimasti intrappolati, Ulisse sceglie di rientrare a Telepilo. Guidato da Lamia e accompagnato da pochi compagni, scende per passaggi nascosti verso livelli più antichi, dove la pietra della città lascia posto alle strutture nere già viste altrove. Emergono tracce di esperimenti e connessioni con le tappe precedenti, insieme al sospetto che Telepilo sia soltanto un nodo di una rete immensa oltre la geografia conosciuta.La discesa mette Ulisse davanti a una minaccia che non può essere affrontata con la forza. La sua arma decisiva resta la mètis: osservare, collegare, comprendere e ingannare quando la via diretta sembra impossibile. Ma il prezzo delle sue scelte pesa. Euriloco, stanco delle perdite, contesta il bisogno del suo re di inseguire ogni mistero, mentre Lamia diventa la prova vivente che la distinzione tra uomo e mostro è meno semplice di quanto i racconti degli eroi vorrebbero far credere. Il viaggio prosegue, sotto il segno di nuove domande. Ulisse deve confrontarsi con la responsabilità del comando, con un destino che sembra precedere le sue decisioni e con reliquie che paiono riconoscerlo oltre la sua volontà. Lamia porta con sé un’eredità inquietante, il mare manifesta pre
