Daniella Arsan - La Casa del Giovedì
La Casa del Giovedì
Dove lo sguardo diventa memoria
Daniella Arsan
Descripción
Livia Marin, restauratrice e archivista veneziana, arriva a Vienna con l’incarico di ordinare l’archivio della famiglia von Altenberg. Ha accettato il lavoro per allontanarsi da una stagione difficile: un amore finito, il laboratorio chiuso, la sensazione di avere trascorso troppo tempo a restituire luce alle opere altrui senza riuscire più a vedere se stessa. La palazzina di Werdertorgasse sembra però accoglierla come qualcuno che era atteso.Il committente, Konrad von Altenberg, è colto, controllato e magnetico. Le affida lettere, fotografie, diari e oggetti appartenuti al padre Anselm e soprattutto a Mara Weiss, una mezzosoprano scomparsa decenni prima in circostanze mai chiarite. Nelle carte ricorre un dettaglio inquietante: gli appuntamenti avvenivano sempre di giovedì. Le fotografie mostrano donne consapevoli di essere osservate e un ambiente ricorrente: pareti verde scuro, un divano color avorio, uno specchio inclinato, una lampada rossa.Quella stanza esiste ancora. È una dépendance nel giardino della palazzina, la Casa del Giovedì, luogo separato dalla vita ordinaria e regolato da rituali, abiti, sguardi e ripetizioni. Quando Konrad vi conduce Livia, il lavoro d’archivio comincia a confondersi con un’esperienza più intima. Tra i due nasce una relazione fondata sull’attrazione e sullo sguardo: Konrad sembra interessato al modo in cui Livia osserva, mentre lei avverte il rischio di entrare in una scena predisposta da altri e diventare parte di una storia precedente alla propria.L’arrivo di Helene von Altenberg modifica gli equilibri. Lucida, severa e difficilmente decifrabile, Helene insinua che la Casa del Giovedì non possa essere compresa attraverso la versione tramandata dagli uomini della famiglia. Accompagna Livia in archivi, teatri, appartamenti e caffè di Vienna, dove Mara assume contorni più complessi. La cantante emerge colta, poliglotta, inserita negli ambienti musicali e artistici. Accanto a lei compare Bianca Vettor, veneziana, traduttrice e consulente, una presenza discreta, che sembra custodire un’altra prospettiva sui fatti.Da quel momento l’indagine cambia natura. Fotografie ritagliate, negativi, riflessi, annotazioni, chiavi e oggetti decorativi diventano parti di una grammatica nascosta. Livia applica alle tracce la disciplina del restauro, con rigore: osserva le incongruenze, cerca ciò che è stato coperto, spostato o reso invisibile. Più procede, più comprende che il centro del mistero non è soltanto sapere che cosa sia accaduto a Mara, ma capire chi abbia avuto il diritto di costruirne l’immagine, conservarla, interpretarla e trasformarla in potere.La ricerca conduce oltre la palazzina e mette in relazione Vienna con Venezia, città legata al passato di Bianca e alla stessa Livia. La Giudecca, San Sebastiano, vecchi archivi e testimonianze dimenticate aprono nuove direzioni, mentre la pista si allarga oltre i ricordi domestici e mette Livia davanti a tracce capaci di collegare epoche e persone lontane. Ogni nuova prova offre un frammento e genera una domanda. Konrad e Helene devono misurarsi con ricordi, omissioni e fedeltà familiari che rendono fragile la distinzione fra vittima, testimone, custode ed erede.Livia, intanto, cambia. Arrivata a Vienna per catalogare la memoria degli altri e forse per sottrarsi alla propria, comincia a riconquistare il controllo del proprio sguardo. La sensualità della Casa non scompare, ma smette di essere soltanto attrazione: diventa confronto fra desiderio e possesso, libertà e r
